Introduzione al risparmio energetico

L’energia è un bene sempre più pregiato e costoso. La Conferenza di Kyoto ha impegnato tutti i Paesi ad usare razionalmente l’energia ed a sviluppare l’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili per contenere il consumo di combustibili fossili e ridurre le emissioni inquinanti in atmosfera, che provocano il pericoloso effetto serra.

Tutti devono impegnarsi per ottenere un risparmio energetico, non solo per migliorare la qualità dell’ambiente, ma anche perché la bolletta energetica è una fra le più rilevanti voci di spesa del bilancio familiare: ormai supera le entrate mensili di una famiglia media italiana.

In questa pubblicazione sono contenute una serie di informazioni e di consigli per ottenere un risparmio energetico in casa, senza rinunciare al comfort, ma utilizzandola in modo più economico e razionale.

Una serie di indicazioni per il risparmio energetico e di suggerimenti riguardano il riscaldamento autonomo. La maggior parte dell’energia consumata in casa, circa il 70%, serve per il riscaldamento. Un uso più oculato ed efficiente dell’impianto di riscaldamento domestico può dare un grande contributo al risparmio energetico. In questa pubblicazione si segnalano tecnologie innovative, comportamenti virtuosi e semplici consigli per riscaldare la casa in modo razionale ed economico.

Il riscaldamento autonomo

Autonomia nella gestione del riscaldamento autonomo per il risparmio energetico

Il riscaldamento autonomo è particolarmente adatto per villette unifamiliari.Quando gli edifici hanno più di 3-4 appartamenti è più conveniente l’impianto di riscaldamento centralizzato, affiancato da un sistema di contabilizzazione individuale del calore (così si paga secondo il consumo di ciascuna famiglia), in quanto, a parità di calore, una caldaia centralizzata ha un rendimento maggiore dell’insieme degli impianti individuali.

l riscaldamento autonomo è regolato dalla legge 10/91 e dai successivi decreti appli-cativi 412/93 e 551/99. Il responsabile è l’occupante dell’alloggio (inquilino o proprietario), che risponde della sicurezza e della gestione efficiente dell’impianto. Al responsabile dell’impianto è affidato il compito di:

  • mantenere il limite di 20°C (± 2°C) della temperatura interna della casa, rispettando il periodo annuale di accensione;
  • assicurare la manutenzione annuale dell’impianto e provvedere alle verifiche biennali del rendimento di combustione;
  • compilare e mantenere aggiornato il libretto di impianto che deve essere a disposizione in caso di controllo da parte del Comune o della Provincia;
  • provvedere alla sostituzione della caldaia, se gli interventi di manutenzione sono stati inefficaci a mantenere i parametri di rendimento entro il livello minimo previsto dalla legge.
impianto autonomo

Regolazione della temperatura interna della casa

Nell’impianto di riscaldamento una funzione delicata per non sprecare calore e risparmiare sul combustibile è affidata al sistema di regolazione della temperatura interna della casa (che ci permette di avere un risparmio energetico notevole se regolato bene). La regolazione ha il compito di mantenere costante la temperatura degli ambienti al variare delle condizioni climatiche esterne ed in relazione alla presenza di fonti di calore in-terne (affollamento di persone, forni o elettrodomestici in funzione, ecc.). Una buona regolazione,quindi ci permette di ottenere un risparmio energetico notevole.

La temperatura ideale (e di legge), è attorno a 20°C: le temperature più basse peggiorano il comfort e quelle più elevate com-portano uno spreco energetico.

Il sistema di regolazione più semplice è composto da un termostato che agisce sulla quantità di calore erogato dalla caldaia. Il termostato interrompe il funzionamento della caldaia quando la temperatura interna della casa, misurata da particolari sensori, si scosta dal valore impostato. Qualora l’impianto autonomo serva una casa che si sviluppa su più piani, è opportuno montare anche le valvole di zona che comandano il funzionamento di una parte dell’impianto mediante un secondo termostato.

Valvole termostatiche

Un modo ancora più efficace per migliorare il sistema di regolazione della casa e diminuire e contenere il risparmio energetico, consiste nll’installare nei radiatori le valvole termostatiche, al posto di quelle manuali.

La valvola termostatica regola automaticamente l’afflusso di acqua calda di ciascun radiatore in base alla temperatura scelta ed impostata su un’apposita manopola graduata. La valvola si chiude mano a mano che la temperatura nella stanza, misurata da un sensore incorporato nella valvola medesima, si avvicina a quella desiderata.

Questi apparecchi permettono di differenziare la temperatura stanza per stanza, ottenendo un risparmio energetico. Per esempio, si può decidere di riscaldare meno la cucina, dove sono già presenti altre fonti di calore; si può impostare una temperatura più bassa nelle stanze da letto e una più alta nel bagno; oppure è possibile lasciare i radiatori aperti al minimo quando si esce di casa; si può scaldare meno quando ci sono molte persone in casa o quando il sole nelle giornate serene è sufficiente a riscaldare alcune stanze. Le

La manutenzione dell’impianto e la verifica di rendimento di combustione

La legge impone di eseguire la manutenzione dell’impianto di riscaldamento almeno una volta l’anno. La manutenzione annuale garantisce la sicurezza e l’efficienza dell’impianto nel tempo: una caldaia non regolata bene produce meno calore e consuma più combustibile.

La legge prevede altresì di effettuare ogni due anni la ve-rifica del rendimento di combustione della caldaia. Questa operazione misura i valori delle emissioni in atmosfera per il rispetto dell’ambiente e indica l’efficienza con cui la caldaia brucia il combustibile. La prova di combustione serve anche per verificare l’efficienza della canna fumaria e ad evitare i ritorni dei gas di scarico, che potrebbero essere fonte di pericolosi incidenti.

Le operazioni di manutenzione e di verifica vanno affidate ad un’impresa abilitata. Il modo migliore è stipulare un contratto che assicuri una manutenzione preventiva e programmata. Preventiva, perché è meglio prevenire guasti e malfunzionamenti, che causano disagio (blocco del riscaldamento) e talvolta pericolo, e perché prevenire spesso vuol dire spendere meno. Programmata, perché è bene che le operazioni siano eseguite regolarmente, in una data concordata, preferibilmente prima dell’inizio della stagione del riscaldamento. La manutenzione è molto importante per ottenere un risparmio energetico della casa. Il rendimento di combustione viene indicato anche nel certificato energetico (ape) redatto da un tecnico abilitato.

Occhio al contratto di manutenzione

Per condurre l’impianto di riscaldamento secondo le norme di legge, è bene assicurarsi che il contratto con l’impresa preveda:

  • ’esecuzione di tutte le operazioni di manutenzione necessarie per garanti-re la sicurezza ed il corretto funzionamento di tutte le apparecchiature dell’impianto (vedi riquadro);
  • la prova biennale del rendimento di combustione;
  • la tenuta e l’aggiornamento del Libretto di Impianto, a cura del tecnico dell’impresa;
  • l’impegno dell’impresa ad intervenire con rapidità in caso di chiamate d’ur-genza a causa di guasti improvvisi;
  • il rilascio dopo ogni intervento del Modello H, da inviare al Comune o alla Provincia incaricati dei controlli, contenente le operazioni effettuate e la di-chiarazione che tali interventi sono stati eseguiti secondo le norme di legge

Le operazioni di manutenzione essenziali per la sicurezza e la corretta manutenzione dell’impianto autonomo

  • prova di tenuta dell’impianto a gas
  • pulizia dello scambiatore acqua-fumi lato fumi, del bruciatore, della fiammella pilota, dell’estrattore;
  • verifica della pompa;
  • verifica e registrazione degli elementi di regolazione e di accensione; verifica della portata termica e della combustione della caldaia ed eventuale regolazione;
  • controllo dell’efficienza dello scambiatore relativo all’acqua ed eventuale pulizia;
  • verifica degli anodi e degli accessori forniti dalla casa costruttrice per gli ap-parecchi ad accumulo;
  • verifica del tiraggio della canna fumaria a caldaia accesa;
  • controllo dei dispositivi di sicurezza: termostati, pressostati, termocoppie, dispositivi antiriflusso dei gas combusti, ecc.;
  • verifica della combustione, della tenuta dei minimi e del raccordo flessibile dei fornelli della cucina e controllo del funzionamento dell’eventuale forno a gas e del termostato;
  • verifica dell’esistenza delle aperture di aerazione.

Il tempo occorrente per svolgere correttamente tutte le operazioni suddette può variare fra 20 e 40 muniti di lavoro effettivo: un tempo inferiore può essere il segnale di un lavoro svolto con poca cura.
È bene accertarsi che il corrispettivo economico richiesto dall’impresa per la ma-nutenzione annuale sia equo ed adeguato rispetto al tempo di lavoro effettivamente impiegato.

Alcuni consigli pratici per un corretto risparmio energetico senza rinunciare al benessere

  • La manutenzione annuale degli impianti di riscaldamento è obbligatoria per legge. Ma è soprattutto una buona abitudine, perché garantisce l’efficienza e la sicurezza dell’impianto nel tempo.
  • L’impianto di riscaldamento deve essere periodicamente sfiatato, poiché se rimane dell’aria nel circuito, la trasmissione del calore è ostacolata.
  • L’installazione delle valvole termostatiche sui radiatori permette di differenziare la temperatura stanza per stanza e quindi di risparmiare energia.
  • Affinché il calore possa diramarsi nella giusta direzione, i caloriferi non devono essere coperti da mobili o tende.
  • Regolare il termostato in modo da non superare i 20°C di temperatura interna: temperature più alte danneggiano la salute ed inoltre ogni grado in più di calore significa un maggior consumo di energia fra il 4 e l’8%.
  • Chiudere la valvola dei termosifoni nei locali non abitati. Se il calore prodotto dal forno e dal piano cottura scalda a sufficienza la cucina, conviene chiudere il radiatore.
  • Se il calorifero è collocato sotto una finestra, a contatto con la parete esterna, onde evitare la dispersione di calore è opportuno inserire tra il calorifero e la parete un pannello di materiale isolante.
  • È bene abbassare le tapparelle appena si fa buio, specialmente se la finestra non ha i doppi vetri: in questo modo si riduce la dispersione di calore.
  • L’impianto del riscaldamento autonomo dovrebbe essere spento un’ora prima di andare a dormire o di uscire di casa, per sfruttare il calore immagazzinato nei muri.

Le caldaie ad alto rendimento per il risparmio energetico

La scelta della caldaia per il risparmio energetico

La scelta del tipo di caldaia da installare in un impianto autonomo dipende da diversi fattori, che vanno considerati con attenzione:

  • dimensioni della casa: monolocale, appartamento medio oppure grande
  • struttura della casa: villetta a schiera o casa isolata
  • ubicazione della casa: esposizione solare, zona geografica (nord o sud d’Italia, mare o montagna, ecc.)
  • composizione del nucleo familiare: numero dei componenti, presenza di persone anziane o bambini, esigenze particolari, ecc..

Per avere una corretta valutazione di tutti questi fattori e scegliere la caldaia più adatta alle proprie esigenze, è utile rivolgersi ad operatori termotecnici qualificati. Anzi, sarà bene consultare più di un soggetto e confrontare le diverse proposte per scegliere la migliore.

Per ottimizzare il risparmio energetico, la caldaia dovrà essere ben proporzionata, in termini di potenza, alle condizioni della casa da riscaldare.
L’installazione di caldaie sproporzionate alle necessità, in difetto o in eccesso, provoca sprechi di combustibile.
Se l’impianto di riscaldamento autonomo è alimentato a gas metano, conviene installare una caldaia combinata, che cioè abbina al riscaldamento anche la produzione di acqua calda sanitaria. Riunire le due funzioni in un’unica apparecchiatura permette di risparmiare sul combustibile e sulla manutenzione.

Le caldaie murali sono le più comuni: si possono installare sui balconi, in cucina o in appositi locali. I modelli a camera aperta sono più economici, ma devono essere collocati per legge all’esterno della casa. Quelli a camera stagna, invece, adottano una tecnologia più sofisticata e possono essere installati anche all’interno della casa.

Le caratteristiche tecnologiche delle caldaie

La caldaia è un elemento di maggior importanza dell’impianto termico: in essa viene bruciato il combustibile per riscaldare la casa.

Le caldaie non sono tutte uguali: esse variano moltissimo in funzione della tecnologia adottata. La differenza sostanziale è riassunta nel rendimento di combustione, che rappresenta la quantità di energia derivante dalla combustione che viene trasmessa al fluido termovettore (acqua). Ad esempio, quando si parla di un rendimento dell’80%, significa che durante la combustione, per ogni metro cubo di combustibile bruciato, le perdite di energia sono pari al 20%.

Quindi a parità di calore erogato, più elevato è il rendimento della caldaia, maggiore è il risparmio di combustibile. Il rendimento della caldaia deve essere previsto anche quando si va redigere il certificato energetico o ape.

Caldaie standard o tradizionali

Le caldaie tradizionali sono dotate di un bruciatore al cui interno viene fatta confluire aria comburente in quantità costante. La loro resa non è elevata: mediamente può arrivare all’85-86%, ma scende anche all’82-83%, soprattutto quando la caldaia comincia ad essere vecchia. Nei periodi meno freddi, quando non erogano tutta la potenza disponibile, le caldaie standard consumano proporzionalmente una maggiore quantità di combustibile.

In questo tipo di caldaie la combustione della miscela gas/aria avviene in atmosfera, quindi in presenza di un quantitativo di aria controllato soltanto in modo approssimativo. Questa condizione comporta sovente un eccesso d’aria ed un basso rendimento di combustione, con un elevato livello di emissioni inquinanti.

Caldaia a premiscelazione

Le caldaie a premiscelazione hanno un particolare bruciatore cilindrico al cui interno vengono fatti confluire il gas e l’aria comburente in quantità tali da garantire una combustione perfetta, ad una temperatura di combustione attorno ai 900-950°C e con emissioni di sostanze inquinanti molto basse.

Nelle caldaie a premiscelazione la miscela gas/aria necessaria alla combustione viene prima preparata (premiscelata), utilizzando i due elementi in una proporzione ottimale e costante, quindi convogliata in quantità controllata all’interno del bruciatore. Questo sistema garantisce un giusto consumo di combustibile con il massimo rendimento. Infatti il rendimento di combustione è del 92-93% e si mantiene elevato, a differenza delle caldaie standard, anche nei periodi non particolarmente freddi.

Caldaia a condensazione

Le caldaie a condensazione sono attualmente quelle con la tecnologia più avanzata e rappresentano uno dei punti di eccellenza dei generatori di calore utilizzati, perchè ci permettono di ottenere un notevole risparmio energetico.

I fumi prodotti dalla combustione contengono anidride carbonica, azoto, ossigeno e acqua, sotto forma di vapore. Nelle caldaie tradizionali i fumi fuoriescono con temperature che variano tra i 150°C ed i 200°C. Nelle caldaie a condensazione, invece, i fumi scambiano il loro contenuto di calore e si raffreddano sino a 40-50°C, al punto che il vapore d’acqua contenuto in essi si trasforma in acqua allo stato liquido, cioè condensano (da qui il nome a condensazione).

Il cambiamento di stato dell’acqua presente nei fumi (dallo stato di vapore a quello liquido), comporta la cessione di una certa quantità di calore, detto calore latente di condensazione, che viene sfruttato per riscaldare l’acqua dell’impianto.
La caldaia deve essere costruita con materiali resistenti alla corrosione dell’acqua di condensa: ecco perché queste caldaie sono principalmente in lega di alluminio o in acciaio inossidabile.

La caldaia a condensazione, a parità di energia ceduta, consuma meno combustibile rispetto ad una di tipo tradizionale. Infatti la quota di energia recuperabile tramite la condensazione dei fumi è molto consistente: fino ad un massimo del 16-17%. Per questo motivo il rendimento di combustione delle caldaie a condensazione arriva al 104-107%, avendo un notevole risparmio energetico.

La caldaia a condensazione esprime il massimo delle prestazioni, quando all’impianto di riscaldamento servono temperature dell’acqua relativamente basse (ad es. 30-50°C). Per questo il maggior risparmio energetico si ottiene con impianti di riscal-damento a pannelli radianti, ma il risparmio è molto consistente (dell’ordine del 7-10%) anche in caso di impianti tradizionali a radiatori.

Normalmente l’installazione di una caldaia ad alto rendimento (premiscelata o a condensazione), richiede un maggiore investimento iniziale, ma in genere il maggior risparmio nel medio-lungo termine, consente di ammortizzare l’investimento fatto.

La sostituzione della caldaia

Le caldaie degli impianti di riscaldamento autonomo, sia quelle alimentate a gasolio che quelle a gas metano, devono rispettare i parametri di rendimento previsti dalla legge.

Normalmente, gli interventi di manutenzione annuali consentono di mantenere il rendimento entro i limiti stabiliti dalla legge. Quando però le caldaie diventano vecchie e il rendimento scende sotto il il livello minimo, c’è l’obbligo di sostituirle.

È questo il momento più adatto per decidere di installare una caldaia ad alto rendimento, che utilizza al meglio il combustibile e fa risparmiare e ottenere un risparmio energetico notevole.

× Posso aiutarti?